Daniel Espen: una Musica che scorre alla ricerca degli “Archetipi”.

DANIEL ESPEN- GEENDIEDaniel Espen: pianista, compositore, direttore del coro, regista, scenografo, pittore. Un poliedrico Artista, dove molecole di Musica si sono assemblate in modo da dar vita ad una pulsante creatività. Ascoltare le composizioni di Daniel Espen è come lasciarsi attraversare dalla Musica, come passeggiare fra le note. Daniel mi racconta di aver avuto un primo contatto con la Musica all’età di 4 anni e sin da subito si era reso conto che eseguire semplicemente i brani non lo appagava, non si sentiva completo: “Avevo la necessità di scrivere, di giochicchiare con le note, con la Musica. Di creare”.  Così, nel 1998 si iscrive al conservatorio Luca Marenzio di Brescia, dove si diploma nel 2006 con lode, sotto la guida del Maestro Riccardo Bettini.

Nel frattempo continua lo studio del pianoforte e, nel  2011, si Laurea con lode, sempre al Conservatorio Luca Marenzio di Brescia sotto la guida, questa volta, del Maestro Gerardo Chimini. Dal 2008 al 2010 consegue ben 3 Master in pianoforte rispettivamente: sotto la guida del Maestro Aldo Ciccolini a Padova (2008), del Maestro Gerardo Chimini a Salò (BS) nel 2009 e nel 2010, ed un master in composizione nel 2012 a Breno, presso il “Teatro delle Alpi” con il Maestro Giancarlo Facchinetti.

Studioso di composizione dal 2002 sino ad oggi, con il Maestro Giancarlo Facchinetti presso la Scuola di Musica S. Cecilia di Brescia, mentre dal 2009 sino al 2014 Daniel Espen ha studiato composizione con il Maestro Luca  Tessadrelli, presso il Conservatorio Arrigo Boito di Parma, conseguendo qui il diploma.

DANIEL ESPEN - GEENDIEDaniel è stato anche vincitore di 4 premi internazionali nel 2014, infatti: si classifica al secondo posto del Concorso Internazionale di Composizione “Busan Maru International Music Festival” in Corea; è stato terzo classificato al Concorso internazionale di composizione di musica classica “Ilaria Rambaldi” a Lanciano (Chieti), ha vinto (anno 2013 – 2014 )  il  primo premio della seconda edizione del Concorso internazionale di musica sacra “David Maria Turoldo” ed  il quartetto “Danza Visionaria” viene selezionato tra i migliori dieci quartetti al “Seattle Composers Alliance” in Seattle negli USA. Un talento straordinario riconosciuto non solo a livello nazionale, ma anche internazionale, con una curiosità sempre viva, una costante ricerca di quella sonorità che ti appaga, una vera e propria costante dedizione allo studio della Musica.

A proposito del suo ruolo di compositore, Daniel Espen, mi racconta che per lui il fine è l’espressione: “Sono profondamente convinto che sia sbagliato scrivere solo per me stesso, ed è per questo che mi sento di dover essere critico verso la musica eccessivamente ermetica, non accessibile. Io scrivo per condividere. Se scrivessi solo per me stesso, la Musica non sarebbe altro che autoerotismo in senso metaforico, e non condivisione”. Mi racconta che Mozart diceva che bisogna comporre Musica in una percentuale del cinquanta per cento per noi stessi e per la restante percentuale per il pubblico.  Del resto, la composizione è generosità. La cosa più difficile per un compositore è la ricerca del tema archetipo. Ci sono dei temi che entrano nella parte più intima della persone, come se li avessimo ascoltati da sempre, come se fossero una parte di noi stessi. Questo il tema ed il filo conduttore dell’album “Archetipi” di Daniel Espen. Come quella sensazione, quella profonda emozione che ti travolge quando si ascoltano le prime note dell'” Inno alla gioia” di Beethoven: sembra di conoscerlo da sempre, è una melodia che pulsa sotto la nostra pelle: questo è un esempio di uno di quei temi che fanno parte di noi. Daniel mi racconta che comporre non significa solo cercare il piacere, un semplice appagamento uditivo e sensoriale, ma significa anche lottare, comporre è una lotta interiore che ad un certo punto sfocia in una melodia, in un “qualcosa” che magari è rimasto latente per molto tempo. “Finisci il brano e ti stupisci di averlo scritto, quasi ad essere un tramite e non un giocoliere delle note. C’è come un imbuto emotivo attraverso cui fluisce il pezzo”, mi spiega Daniel. E così in una sottile tensione tra piacere e totale dedizione, il tutto si tramuta in Musica.

Tra i brani dell’autore spiccano: l’intenso e vorticoso intreccio di archi del brano “Danza Visionaria” (New Ways), che rievoca atmosfere settecentesche, la malinconia rarefatta ed assorta del “Preludio in canone”, brano per solo pianoforte da ascoltare in una piovosa giornata inveranale, ed ancora i pensieri sospesi nel brano per pianoforte “Rondò fantastico” o nel meraviglioso secondo tempo andante, della “Sonata 1”, sempre per pianoforte.

“Archetipi”: un intenso viaggio alla ricerca della Musica che fa parte di noi da sempre, anche se ancora non lo sappiamo. Da non perdere #wespitonmainstream #geendie.com

Written By Giulia Guarneri

INFO: www.espendaniel.com