Who is David Bowie? It’s me, it’s you, it’s the both of us.

DAVID BOWIE- GEENDIEScrivere un pezzo su David Robert Jones può essere molto rischioso. Un po’ come fare una cover di un pezzo leggendario. E’ materia da maneggiare con cura. Se si potesse apporre un’etichetta sull’involucro immaginario di questo pezzo, sarebbe quella che gli inglesi chiamano “FRAGILE”. E’ lunedì, sono passati  solo 3 giorni dal 69esimo compleanno del Duca Bianco e dall’uscita del suo ultimo, oscuro capolavoro “Black Star”, a cui da apripista ha fatto il singolo “Lazarus”, tratto dal musical in scena attualmente a Brodway. “Lazarus” è un lascito, un addio che sembra scritto appositamente per una fine annunciata. “Sono in paradiso….sono in pericolo…non ho più nulla da perdere”, così recita il testo del singolo, mentre nel video, un Bowie anziano si agita in un letto che sembra di ospedale, bendato, in completa solitudine, indossando una camicia da notte. Tutto il disco per il quale è più che ovvio scomodare il termine capolavoro, sembra preannunciare la dipartita del Duca Bianco. Il brano “Black Star”, di quasi 10 minuti, poi tagliato nella versione disponibile su I tunes, racchiude questa magnificenza, questa amarezza, questo nodo in gola. Per un musicista, ma anche per un amante della Musica, è un vuoto enorme. Ricordate la canzone di Don Mclean, “American Pie”? C’è un verso di questa canzone che recita così : “The day the Music died”. Ecco oggi è proprio quel giorno. Non voglio cadere nella retorica, né questo vuole essere un pezzo per cercare di suggerire cosa fosse David Bowie per tutti coloro che abbiano mai ascoltato un suo disco, o anche un solo pezzo. Non potevo però pensare di non scriverne.  Se “Geendie” è il luogo dove si cerca di condividere e di mettere in luce tutto ciò che ha rotto, o rompe gli schemi, che spezza o che ha spezzato gli DAVID BOWIE- GEENDIEequilibri, che è fuori dal comune, non posso certo pensare di non dedicare un pezzo ad un grandissimo performer e musicista quale era Bowie. Straordinario, camaleontico, eclettico, sperimentale, di epiteti per Bowie ce ne sono mille, ma è solo quando premi “play” che senti davvero Bowie. Certo ascoltare “Space Oddity” oggi ha un sapore nettamente diverso, quel Major Tom che si perde nello spazio, sembra un po’ la metafora del disperdersi delle molecole musicali di Bowie. Parlo di molecole musicali perché i grandi musicisti sono tutti fatti di musica.  Non ho neanche la pretesa di ricostruirne la carriera, perché penso che chi già lo ama come artista, la conosca già, e per chi non ha mai ascoltato Bowie, l’unica cosa che posso dirgli è di indossare le cuffie e sapere che non sarà più lo stesso. Ci sono molti modi per scrivere la storia, in questo caso quel “ch ch ch changes” ha davvero fatto la differenza, come del resto il famoso conto alla rovescia, o ancora il riff iniziale di “Rebel, Rebel”.

Non posso dirvi chi è per voi David Bowie. Ognuno di voi ha una sua risposta. Quello che so è che voglio nuotare, come fanno i delfini. Almeno per una volta.#wespitonmainstream #geendie.com

Written By Giulia Guarneri